Tesoriera5_PaolaManiaci
Tesoriera5_PaolaManiaci

Parco della Tesoriera. Foto di Paola Maniaci – ZUM

Con il suo ritmo indistinto di case alla stessa altezza, Parella potrebbe procedere verso ovest all’infinito, mangiando metro dopo metro la campagna. Così sarebbe se corso Marche e i confini della città non lo fermassero prima dell’imbocco per la Valsusa, ma non è detto che la sua corsa all’oro presto non riparta. A Parella spetta comunque una grande fetta di città, che va dalla Dora Riparia a corso Francia, dai confini con Collegno a corso Lecce. Il quartiere prende un’identità negli anni Trenta, ricevendo il nome di una delle mille cascine nei dintorni. Fino ad allora era semplicemente la periferia in espansione oltre Campidoglio e San Donato, conosciuta per qualche residenza signorile. Oggi è un vecchio giovane quartiere, un luogo residenziale scalzato per giovinezza dai quartieri nati per intero con il boom economico. Sarà per questo che camuffa l’età nascondendo i suoi cimeli storici? Parella è poi la zona del più grande parco interno a una città in Italia, la Pellerina, che insieme ai campi lungo la Dora forma l’emisfero verde di un quartiere bipolare. Il secondo itinerario ne passa in rassegna i vari campi, dove maratoneti, bovini e velivoli frequentano un’ultima zona rurale sopravvissuta, a prima vista, all’inurbamento improvviso. Dalla valle verde, la metà costruita di Parella sembra una terrazza sul fiume, un ripiano dove in molti hanno appoggiato nel tempo i loro oggetti: piccole regge, conventi, luoghi fuori moda e fuori uso, vecchie collezioni e strani soprammobili. Muoversi per Parella come fa il primo itinerario è aggirarsi tra i ricordi di una soffitta, viva e abitata, alla ricerca di ricordi recenti e veri tesori.

 

[L’altra Torino, Espress Edizioni, pag. 231]